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&re@ |
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Maggio 29, 2023, 20:01:40 pm |
Utente standard, V12, 77869 posts |
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la passat dentro era gigante
La Passat è una SW in cui lo spazio è sfruttato in maniera sensata.
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Loggato
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Walt |
Povery is cool :-) |
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Maggio 29, 2023, 20:16:37 pm |
Utente standard, V12, 1074 posts |
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Io miro alla comodità, se possibile, specialmente a questa età. Quarant'anni fa andavo all'Università in treno, ma assieme a un mio amico facevamo l'abbonamento di prima classe (era estremamente scontato per gli studenti, ma nessuno lo sapeva, erano tutti convinti che non si potesse  ), per cui tutti gli altri si accalcavano nella seconda classe, mentre noi ci spaparanzavamo nei divani degli scompartimenti di prima classe sempre vuoti, e giocavamo a carte.  Comunque ho ricordi di aver viaggiato anche in terza classe, quella coi sedili di legno tipo far-west  che i giovani non hanno mai visto. Che ricordi lontani. Io facevo su e giù (dai 16, quindi dalla 2a sup.) con la Honda CBX 125 4T. 30km. L'I.T.A. più vicino era a PN, scelta obbligata...Inverni da paura con panta di pelle di Fiorucci che conservo  a zampa larga e giubbo di pelletta con maniche che ci passava un gatto...dal freddo che pativo nel tragitto tenevo su il casco x 15' dopo l'arrivo. Treni&pullman mal serviti. Spesso finiva che salivo con 'macchinate' di studenti patentati del 5° e scendevo in autostop.... bei tempi? No, grande sbattimento, arrivavo a casa alle 14,30/15... 
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A6 Avant 2.0 TDI Multitr. - Porsche Boxster 2.7 - BMW F20d MSport Steptr. - 6a Triumph SpeedMaster 865 EFI
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Loggato
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mauring |
Il gas si espande nel vuot(t)o |
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Maggio 29, 2023, 20:45:45 pm |
Utente standard, V12, 47446 posts |
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Ah, ecco, allora erano delle finte seconde classi che in realtà erano delle ex-terze promosse per decreto. Io ero piccolo, avrò avuto 7-8 anni, e mi ricordo bene le vetture con le borchie come queste, con il "3" dipinto sulle fiancate. E all'interno le panche di legno.
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lou |
La mia auto preferita? La prossima... |
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Maggio 29, 2023, 23:55:48 pm |
Staff, V12, 10182 posts |
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Le "centoporte"
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Quand je m'examine, je m'inquiète. Quand je me compare, je me rassure. (Talleyrand)
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Loggato
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mariner |
Chi ha toccato il freno a mano? |
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Maggio 30, 2023, 07:15:09 am |
Staff, V12, 24065 posts |
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I treni con i sedili in legno li ricordo anche io, su tratte regionali, tipo Pisa-Firenze...direi ad occhio e croce fino al 1980-82...dopo ricordo di averli più visti.
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L'ortografia della lingua italiana è freeware, ciò significa che è possibile usarla gratuitamente. Tuttavia non è Opensource, quindi non è possibile modificarla o pubblicarne forme modficate.
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Loggato
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mauring |
Il gas si espande nel vuot(t)o |
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Luglio 27, 2023, 17:52:03 pm |
Utente standard, V12, 47446 posts |
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MRC |
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Luglio 28, 2023, 12:55:23 pm |
Utente standard, V12, 20139 posts |
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l'auto elettrica in se va anche bene, sono le batterie odierne che fanno cagare. Finchè non ci sarà un nuovo tipo di batteria totalmente rivoluzionarie e non il solito pannicello caldo è inutile parlare di auto elettriche, piuttosto vado a piedi
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mauring |
Il gas si espande nel vuot(t)o |
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Luglio 31, 2023, 16:12:54 pm |
Utente standard, V12, 47446 posts |
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intanto, considerando che ormai manca poco all'autunno con i prezzi del petrolio in aumento qualche batteria si potrebbe riciclare come sistema di riscaldamento.  In che senso ? Come accumulatore per fotovoltaico ? Fatti i conti credo convenga sempre immettere in rete, cioè usare la rete come batteria. Il rimborso del GSE è piu' conveniente rispetto al costo della batteria. Ah, ma forse intendevi che prendono fuoco e scaldano parecchio.  « Ultima modifica: Luglio 31, 2023, 16:17:58 pm da mauring »
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Nick85 |
du choke is megl' che one |
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Agosto 01, 2023, 09:54:33 am |
Utente standard, V12, 3250 posts |
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I treni con i sedili in legno li ricordo anche io, su tratte regionali, tipo Pisa-Firenze...direi ad occhio e croce fino al 1980-82...dopo ricordo di averli più visti.
se ti vuoi fare un giro in treno a vapore sulle centoporte https://www.fondazionefs.it/
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Somaro special parts Rulez!!!
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Homer |
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Agosto 24, 2023, 10:27:37 am |
Staff, V12, 90103 posts |
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Giorgio (TO, 46, 110, 75, 150) Opel Mokka 1.5D Elegance 2022 Suzuki Vitara 1.6 HT 1989 Triumph Tiger 1200 Rally Pro 2023
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Homer |
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Agosto 24, 2023, 11:05:23 am |
Staff, V12, 90103 posts |
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… e un sacco di soldi da spendere…
parla per te 
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Giorgio (TO, 46, 110, 75, 150) Opel Mokka 1.5D Elegance 2022 Suzuki Vitara 1.6 HT 1989 Triumph Tiger 1200 Rally Pro 2023
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Velo |
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![]() |
Settembre 01, 2023, 17:05:31 pm |
Utente standard, V12, 5893 posts |
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Il cambio di paradigma tecnologico. Le implicazioni (e le contraddizioni) della transizione. I retroscena, i personaggi e le storie di un’industria al centro di una rivoluzione. La passione per le belle macchine e la bella guida. In anteprima, per voi, l'editoriale che troverete sul numero di settembre di Quattroruote L'URLO DI WANG TERRORIZZA L'OCCIDENTE In Europa, Frans Timmermans, principale ispiratore dell'irrealistico Green Deal che ha posto le basi per la deindustrializzazione dell'Europa, saluta la compagnia e scappa in Olanda, una volta compreso che alle elezioni del 2024 i cittadini gli faranno pagare un autogol di cui s'iniziano a comprendere le implicazioni economico-sociali. In America, Jim Farley, ceo della Ford, dopo un viaggio sulla Route 66 alla guida di un F-150 Lighting, ammette che la ricarica delle elettriche è – anche negli Usa – un'esperienza disperante: epifania dal dubbio tempismo, verrebbe da dire, visto che Dearborn l'all-in sulle Bev l'ha già fatto, peraltro portandosi in casa perdite per 4,5 miliardi di dollari. In Australia, il governo, tramite una delle sue agenzie per la concorrenza, diffida le Case a definire nelle loro pubblicità le elettriche come "veicoli a zero emissioni", in quanto l'impatto ambientale va considerato sull'intero ciclo di vita. A Pechino, esplode lo scandalo delle migliaia di elettriche abbandonate perché obsolete o perché le società di taxi che le usavano sono fallite. Insomma, ovunque spuntano le innumerevoli e prevedibili incongruenze di una transizione basata su friabili premesse, ché le rivoluzioni basate sul dogmatismo e l'interesse di alcuni, prima o poi, vanno a sbattere contro la realtà. Ma la notizia del mese è che le Case cinesi sono uscite allo scoperto, rivendicando con orgoglio il ruolo di protagoniste internazionali. A farsi carico di tale compito è stato Wang Chuanfu, boss di quella BYD divenuta primo produttore mondiale di auto elettriche: in un recente evento ha dichiarato che «è ormai giunto il momento dei marchi cinesi», evocando altresì «il bisogno emotivo per 1,4 miliardi di connazionali di vedere i nostri brand diventare globali». Una lirica affermazione che sarebbe già inquietante se fosse stata pronunciata con l'unico (e legittimo) intento d'intimorire la concorrenza, ma che assume ben altro sapore quando si assume la consapevolezza che l'appello è stato fatto a nome dell'industria automotive nazionale tutta: mentre Chuanfu parlava, sullo schermo dietro di lui scorrevano infatti i loghi delle dodici principali Case domestiche, dalla FAW (fondata nel 1956) per arrivare alle emergenti Xpeng, Nio e Li Auto. Per meglio chiarire il concetto di unità, ha poi aggiunto: «Le nostre storie sono diverse l'una dall'altra, ma condividono la stessa direzione. Non c'è distinzione tra noi e voi». Ora, in un'industria che non fa un respiro senza chiedere il permesso al governo, l'intemerata di Chuanfu ha un valore simbolico particolare. Per la prima volta, si afferma pubblicamente – con una chiamata alle armi contro «le vecchie leggende da demolire» (ha detto proprio così) – che la Cina ha scelto la rotta di collisione con i concorrenti europei. I quali iniziano a sudar freddo. La Volkswagen, che non può permettersi di recidere il cordone ombelicale con Pechino, ha accettato l'idea, immagino indigesta per chi ama definirsi Das Auto, di acquistare know-how dai produttori locali: entro il 2026 saranno lanciati due modelli sviluppati in collaborazione con la Xpeng (altri colloqui sono in corso con la Leapmotor). E la stessa Audi utilizzerà una piattaforma Bev della IM Motors (divisione elettrica della triade Saic, Zhangjiang Hi-Tech e Alibaba). Ma per chi non ha chance di trovare spazio in Cina, si prospetta uno scontro spietato sul campo di casa. Carlos Tavares di Stellantis non ha più remore nel chiedere tutele a Bruxelles: «Io e altri avevamo detto almeno sei anni fa che cosa andava fatto per arginare l'attacco che sapevamo sarebbe arrivato da un'economia che parte da un vantaggio sui costi del 25%. Non ci hanno ascoltato e ora vediamo le conseguenze». Il suo collega Luca de Meo, che è capo dell'Acea, oltre che della Renault, è stato ancora più tranchant: «Il governo di Pechino sta spingendo a suon di miliardi di investimenti la competitività delle sue aziende automotive e noi non ci stiamo difendendo. Anzi, è giusto ricordare che, quando abbiamo voluto andare lì, abbiamo dovuto accettare le loro regole. La verità è che stiamo giocando una partita falsata: è come se da una parte fossimo in 11 e dall'altra in 15. Noi europei strapaghiamo l'energia elettrica, mentre i cinesi vi accedono a costi ridicoli producendola con fonti fossili, oltre ad avere il vantaggio competitivo di un costo del lavoro irrisorio rispetto al nostro. Detto questo, vedo che tutti ci hanno già dato per sconfitti. Ricordo agli scettici che in passato, in Europa, sono arrivati prima gli americani, poi i giapponesi e quindi i coreani: non mi sembra che i produttori locali siano scomparsi, anzi». De Meo, com'è giusto che sia, ostenta sicurezza. Ma resistere all'aggressività orientale sarà difficile. L'Europa, nel suo delirio dirigista, ha reso le macchine sempre più costose, inducendo i produttori mass market ad abbandonare i segmenti popolari (e ancora bisogna vedere che cosa accadrà con l'Euro 7). Sarà questo – ancora prima dell'elettrico – il cavallo di Troia dei cinesi, a cui è stato lasciato campo libero sui prodotti primo prezzo. Non solo. La scelta di molti marchi europei di rivoluzionare il rapporto con i concessionari – affrancando i dealer che non vogliono aderire al modello d'agenzia – ha messo a disposizione dei nuovi attori una rete distributiva bell'e pronta. Il match, dunque, inizia ora. Peccato che nessuno abbia chiesto ai consumatori se davvero volessero tutto questo, dalla transizione all'elettrico fino ai costi impazziti delle automobili. Ed è lecito domandarsi – come stanno facendo negli States riguardo al ruolo dell'Epa – se decisioni che investono l'economia, l'industria e la società non debbano avere una legittimazione assai più specifica che non un generico mandato politico frutto di elezioni avvenute anni prima. Fonte: news@quattroruote.itSintetizzo: noi europei ce lo stiamo prendendo in c... grazie ai nostri politici ed alla demagogia ecologista « Ultima modifica: Settembre 01, 2023, 17:16:21 pm da Velo »
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Loggato
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alura |
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Settembre 01, 2023, 17:24:38 pm |
webmaster, V12, 50905 posts |
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viene un po' di vomito...
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Kia Sorento = Oso nei Kart
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