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lou
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Patarix |
Alessandro |
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Marzo 06, 2025, 15:11:00 pm |
Global Moderator, V12, 12817 posts |
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Con riferimento ai dazi Trump sulle automobili, vi passo un interessante articolo trovato oggi sul Corriere:
Secondo il Wall Street Journal, quotidiano non ostile al presidente Usa, l'effetto dei dazi sui consumatori sarà pari a quello che avrebbe un aumento delle tasse di 150 miliardi di dollari l'anno.
Da quando li ha definiti «i più stupidi della storia», il Wall Street Journal - che pure è il più conservatore e meno antitrumpiano dei grandi quotidiani statunitensi - non si stanca di tentare di convincere Donald Trump, a suon di articoli ed editoriali, del perché i dazi, in particolare quelli contro Canada e Messico, saranno controproducenti per l'economia statunitense e, soprattutto, per i consumatori americani.
«Le tariffe sono tasse - si legge in un editoriale - e le ultime tariffe di Trump si stimano pari a un aumento delle tasse di circa 150 miliardi di dollari all'anno. Le tasse sono contro la crescita. Questo è il messaggio che gli investitori stanno inviando questa settimana, da quando Trump ha fatto entrare in vigore le tariffe del 25% contro Canada e Messico. (...) Le tasse alla frontiera, e l'incertezza che comportano, stanno pesando sulla crescita e sulla fiducia dei consumatori».
Dopo numerosi esempi di effetti indesiderati e controproducenti alle porte (dal rincaro di elettricità, carburanti e fertilizzanti agricoli a quelli della birra più venduta negli Usa, messicana), il Journal conclude: «L'euforia tariffaria di Trump è il trionfo dell'ideologia sul buon senso. Speriamo che il Presidente torni presto in sé».
Che cos'è «un'auto importata»? Il New York Times, da parte sua, ha provato a spiegare, con casi concreti, quanto sia difficile definire, ad esempio, cosa sia «un'auto importata»: una Toyota Rav4 importata dal Canada ha una gran parte dei componenti prodotti negli Stati Uniti, mentre in una Nissan Rogue assemblata negli Stati Uniti prevalgono quelli giapponesi (che, se colpiti dai dazi, faranno salire il prezzo). D'altra parte, come fa notare Sam Fiorani, vicepresidente della società di ricerca AutoForecast Solutions «i veicoli avrebbero prezzi ancora meno accessibili se tutte le parti fossero prodotte nello stesso Paese». Il Wall Street Journal, in un altro editoriale, aveva ricordato che Trump «ha avuto da ridire anche quando abbiamo riportato un'analisi dell'Anderson Economic Group, secondo cui una tariffa del 25% aumenterà di 9.000 dollari il costo di un Suv full-size assemblato in Nord America e di 8.000 dollari quello di un pick-up. È così che il nuovo Partito Repubblicano intende aiutare gli elettori della classe operaia?».
Sarà un caso, ma ieri è arrivata, dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, la notizia che gli Stati Uniti fanno slittare di un mese i dazi sulle auto per Canada e Messico.
La filiera e l'aumento dei prezzi Su Avvenire prova a illustrare più o meno gli stessi concetti, in un editoriale, anche l'economista Leonardo Becchetti: «Viviamo in un mondo profondamente interdipendente, dove in ogni filiera si arriva al prodotto finito venduto ai consumatori dopo un gran numero di passaggi di frontiera di materie prime o semilavorati. Nel caso specifico la divisione del lavoro è tale che le auto americane sono assemblate in gran parte in Messico, mentre il petrolio americano è raffinato in Canada. I dazi americani danneggeranno pertanto gli stessi Stati Uniti, aumentando i prezzi di prodotti realizzati in filiere solo in parte modificabili e sostituibili. (...) Gli effetti dei dazi sono molteplici e complessi. Per prodotti di alta qualità consumati da fasce medio-alte di reddito (come formaggi e vini italiani) la domanda è piuttosto inelastica, e dunque i dazi si risolvono in aumento dei prezzi di prodotti che gli americani comunque compreranno, generando così tensioni inflazionistiche. Solo nel medio termine, se mantenuti in vigore, i dazi producono una ristrutturazione delle filiere. È il caso di quelli sulle auto cinesi. Ma come nel caso dell’analoga imposizione sulle vetture giapponesi negli anni Ottanta, in questo caso i dazi fanno nascere le “fabbriche cacciavite” in Europa, dove si assemblano le stesse auto cinesi per aggirare il pagamento. Un altro effetto di medio termine è la ricomposizione dei flussi commerciali, che rinforza le relazioni tra Paesi colpiti riducendo invece export e import del Paese che applica le tariffe. I dazi sono dunque un pessimo affare sia per chi li impone sia per chi li subisce: riducono gli scambi e fanno aumentare i prezzi dei prodotti».
L'effetto: rallentano crescita e investimenti L'Economist, in proposito, fa notare che «dato che l'aumento dei prezzi pesa sui consumi e sull'industria manifatturiera, i dazi, secondo gli analisti della banca Morgan Stanley, potrebbero togliere un punto percentuale al tasso di crescita dell'America. Le misure dell'incertezza riguardo la politica commerciale hanno anch'esse fatto segnare un'impennata, il che significa che le imprese potrebbero trattenersi dall'investire».
Visto però che, avvertimenti degli economisti o no, Trump è decisissimo ad andare avanti per la sua strada (in sintesi «se vendi i tuoi prodotti all'America ti metto i dazi, se invece vieni a produrli qui ti taglio le tasse», come ribadito più volte nel discorso davanti al Congresso), come si può reagire? Nell'intervista con Cesare Zapperi, il presidente della Regione Veneto (grande esportatrice verso gli Usa) Luca Zaia ha parlato dei dazi come di un «flagello», ma ha aggiunto: «Se [Trump] ipotizza dazi al 25% probabilmente il punto di caduta vero è un altro. Del resto, lo ha detto lui stesso alla Casa Bianca a Zelensky: “Non ho mai fatto un affare senza un compromesso”. Quindi, l’Europa, che con i suoi 450 milioni di abitanti rappresenta il mercato più florido al mondo per gli Stati Uniti, deve essere consapevole che ha le sue carte da giocare. A una condizione. Deve presentarsi unita di fronte a Trump. Non ha senso che i singoli capi di governo o di Stato si presentino da lui per condurre trattative singole. Nessuno da solo ha la forza di trattare da pari a pari».
La risposta canadese e quella cinese Becchetti aggiunge qualche altro suggerimento: «I dazi di Trump possono e devono risolversi in prospettiva in un nulla di fatto se eviteremo l’approccio accondiscendente (pessima ad esempio l’idea di ipotizzare acquisti di gas liquido e armi solo per placare il partner americano) e adotteremo invece quello fermo come nel caso della risposta di Macron, che si allinea a quella di Trudeau. Esiste una terza strategia, quella cinese: rispondere con contro-dazi di entità molto inferiore per dissuadere gli Stati Uniti dal proseguire, cercando di mantenere un contesto di armonia e di buone relazioni (una risposta in stile Confuciano). L’appello canadese al “non comprare americano” è un esempio di come anche la società civile può dissuadere Trump dai suoi propositi».
Fonte: https://www.corriere.it/esteri/25_marzo_06/trump-dazi-stupidi-acbc2088-5276-4172-8843-811bb6530xlk.shtml?refresh_ce
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Panama: "Where the World meets"
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MRC |
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Ieri alle 18:06:50 |
Utente standard, V12, 20139 posts |
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questa dei Dazi mi sembra una scelta politica molto elementare partorita durante una cena dove si è bevuto troppo. Il mondo reale invece con le sue infinite ramificazioni è molto più complesso di così e se anche la maledetta EU fosse compatta i dazi si ritorcerebbero contro il padrone in poco tempo.
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mariner |
Chi ha toccato il freno a mano? |
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Ieri alle 19:53:29 |
Staff, V12, 24065 posts |
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questa dei Dazi mi sembra una scelta politica molto elementare partorita durante una cena dove si è bevuto troppo. Il mondo reale invece con le sue infinite ramificazioni è molto più complesso di così e se anche la maledetta EU fosse compatta i dazi si ritorcerebbero contro il padrone in poco tempo.
la maledetta EU purtroppo È compatta. Nella totale stupidità ed incompetenza dei suoi rappresentanti. L'avete visto il video di quella demente sul kit di sopravvivenza
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L'ortografia della lingua italiana è freeware, ciò significa che è possibile usarla gratuitamente. Tuttavia non è Opensource, quindi non è possibile modificarla o pubblicarne forme modficate.
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Loggato
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mauring |
Il gas si espande nel vuot(t)o |
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Ieri alle 20:24:05 |
Utente standard, V12, 47446 posts |
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È facile criticare le scelte di Trump per i loro probabili risultati negativi nell'immediato e nel breve termine, però magari sul lungo termine potrebbe aver ragione lui e potrebbero rivelarsi molto vantaggiose per gli usa. Non sono certo esperto di queste cose, però quando sento che il 70% della nostra produzione di pecorino romano va a finire negli usa (con l'inquinamento che ciò comporta per il trasporto), e così succede per il prosecco e mille altri prodotti, mi pare proprio che qualcosa vada raddrizzato, in un modo o nell'altro, in questi folli scambi commerciali. N.B. : Gli usa ci comprano millemila tonnellate di pecorino romano per insaporire le patatine in busta...  « Ultima modifica: Ieri alle 20:35:51 da mauring »
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Phormula |
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Oggi alle 08:58:22 |
Utente standard, V12, 12442 posts |
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Nella logica di Trump, potrebbe funzionare. Gli USA dall'Europa comprano principalmente prodotti, quindi oggetti fisici, come le automobili e i prodotti agroalimentari, che si possono tassare con i dazi. Verso l'Europa invece esportano principalmente servizi, a come il software che fa funzionare tutti i PC, ed essendo immateriali, è sufficiente triangolare, non serve spostarli fisicamente. I prodotti di aziende americane che compriamo, vengono in gran parte dall'Asia, che ormai è il manufatturiero del mondo. Per cui le contromisure potrebbero essere inefficaci e difficili da implementare.
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Le opinioni altrui sono come i pareri sulle mutande. Puoi sentirne quanti ne vuoi, ma è quando ci metti dentro le chiappe che scopri se ti vanno bene o no.
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Velo |
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Oggi alle 09:08:50 |
Utente standard, V12, 5893 posts |
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Nella logica di Trump, potrebbe funzionare. Gli USA dall'Europa comprano principalmente prodotti, quindi oggetti fisici, come le automobili e i prodotti agroalimentari, che si possono tassare con i dazi. Verso l'Europa invece esportano principalmente servizi, a come il software che fa funzionare tutti i PC, ed essendo immateriali, è sufficiente triangolare, non serve spostarli fisicamente. I prodotti di aziende americane che compriamo, vengono in gran parte dall'Asia, che ormai è il manufatturiero del mondo. Per cui le contromisure potrebbero essere inefficaci e difficili da implementare.
Per i beni immateriali forse si potrebbe tassare in base alla residenza dell'azienda (o della holding capogruppo) fornitrice, a prescindere dal paese di provenienza. Apple produce in Cina ma è americana? Bene, ti tasso in quanto i profitti sono made in usa.
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Loggato
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oscar |
all in all it's just another brick in the wall |
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Oggi alle 09:19:19 |
Utente standard, V12, 6145 posts |
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boh ridicolo. tra l'altro il deficit commerciale degli usa viene coperto stampando i $ che servono per finanziare il sostanzioso debito. neppure è tanto credibile che sia questione di strategia industriale, il mondo è pieno di potenziali consumatori. forse però servire qualche scusa da trovare per l'inflazione
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il mio sogno è sempre stato correre più veloce di tutti, più veloce del tempo stesso A. Senna
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Loggato
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baranzo |
Nothing's as it seems! |
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Oggi alle 09:40:12 |
Global Moderator, V12, 27386 posts |
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Trump ha deciso di dichiarare una guerra commerciale al mondo, con delle premesse senza senso e che porteranno ad un incremento della povertà e delle disuguaglianze a livello mondiale. Senza considerare che gli USA saranno sempre un paese importatore perchö essendo i principali consumatori mondiali non hanno la capacitä produttiva per fare fronte interamente alla domanda interna. Speriamo che da guerra commerciale questo non si traduca in nuove guerre vere, quando aumenta la povertà e le risorse diventano più rare questa diventa spesso un'opzione.
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“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.” (G. Orwell, 1984)
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MRC |
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Oggi alle 12:20:18 |
Utente standard, V12, 20139 posts |
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le strillate sui dazi mi ricordano la storiella dei condizionatori accesi vs dazi alla Russia, e sappiamo bene tutti com'è andata Diciamo che mi siedo comodo in riva e guardo scorrere l'acqua, se i produttori di prosecco o parmigiano vogliono continuare a vendere tutta la produzione magari abbassano i prezzi e la vendono altrove (esempio qui)
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MRC |
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Oggi alle 16:03:50 |
Utente standard, V12, 20139 posts |
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riguardo ai dazi, leggo che la Meloni ha istituito un vertice di emergenza (ma non era un cosa nota da mesi  ) mentre la sua amichetta Vonder dice che risponderemo dal 15 aprile, e io mi richiedo: ma non era un cosa nota da mesi 
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baranzo |
Nothing's as it seems! |
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Oggi alle 16:36:22 |
Global Moderator, V12, 27386 posts |
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riguardo ai dazi, leggo che la Meloni ha istituito un vertice di emergenza (ma non era un cosa nota da mesi  ) mentre la sua amichetta Vonder dice che risponderemo dal 15 aprile, e io mi richiedo: ma non era un cosa nota da mesi  In realtà no, i criteri utilizzati per il calcolo dell'importo dei dazi sono fatti talmente alla cazzo che nessuno aveva la minima idea di quale sarebbe stato l'importo della gabella.
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“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.” (G. Orwell, 1984)
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mariner |
Chi ha toccato il freno a mano? |
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Oggi alle 16:45:25 |
Staff, V12, 24065 posts |
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Io non capisco perché dobbiamo farci portare al guinzaglio dagli USA....avevamo la Via della Seta con la Cina...e l abbiamo hiusa per far piacere a Biden....che rifiutando di negoziare nel 2021 con Putin...ha contribuito al casino....E se cominciassimo, senza proclami e strilli...a pensare ai fatti nostri? Vendiamo all India, Cina, Russia, Brics,Mercosur....se gli USA smettono di "esportare democrazia"...e si calmano....
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L'ortografia della lingua italiana è freeware, ciò significa che è possibile usarla gratuitamente. Tuttavia non è Opensource, quindi non è possibile modificarla o pubblicarne forme modficate.
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Loggato
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mauring |
Il gas si espande nel vuot(t)o |
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Oggi alle 16:48:16 |
Utente standard, V12, 47446 posts |
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Intanto Trump sta ottenendo ciò che voleva, cioè che le aziende vadano a produrre negli Stati Uniti...
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baranzo |
Nothing's as it seems! |
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Oggi alle 17:11:22 |
Global Moderator, V12, 27386 posts |
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Io non capisco perché dobbiamo farci portare al guinzaglio dagli USA....avevamo la Via della Seta con la Cina...e l abbiamo hiusa per far piacere a Biden....che rifiutando di negoziare nel 2021 con Putin...ha contribuito al casino....E se cominciassimo, senza proclami e strilli...a pensare ai fatti nostri? Vendiamo all India, Cina, Russia, Brics,Mercosur....se gli USA smettono di "esportare democrazia"...e si calmano....
Questo direi che è inevitabile, piuttosto che acquistare dagli USA meglio rivolgersi ai paesi che hai citato.
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“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.” (G. Orwell, 1984)
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